“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

Parto cesareo

Parto cesareo

Una volta il parto cesareo era un’operazione lunga, complicata e pericolosa, cui si ricorreva solo in casi di estrema emergenza. Oggi l’intervento è rapido e molto più sicuro grazie anche alle nuove tecniche chirurgiche (in particolare la tecnica Misgav Ladach, elaborata dall’equipe del chirurgo Michael Stark). Permette di salvare molte più vite e anche di intervenire nei parti lunghi e difficili per evitare l’uso prolungato di ossitocina sintetica, anestetici, forcipe e ventosa.

Cesarei in continuo aumento

Tuttavia la Federazione Svizzera delle Levatrici e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lanciano l’allarme perché il numero dei parti cesarei è in continuo aumento in tutto il mondo. Secondo l’OMS il cesareo è necessario solo nel 5-10% dei casi e non dovrebbe comunque superare il 15%. In Svizzera, invece, un bambino su 3 (33%) nasce mediante parto cesareo, come negli Stati Uniti e in Germania. In Brasile sono la metà. In Francia e in Gran Bretagna siamo vicini al 25%. Nelle cliniche private di alcune grandi città brasiliane, asiatiche e italiane siamo già all’80%. Fa eccezione l’Olanda con solo il 10% di parti cesarei perché 1/3 dei bambini nasce a casa.

Mea culpa

Il dottor Stark non aveva certo immaginato l’uso – e forse anche l’abuso – che poteva derivare dal perfezionamento della tecnica. A un recente congresso sulla nascita ha persino pronunciato un mea-culpa costatando che presto, per la prima volta nella storia dell’umanità, la maggior parte degli esseri umani non nascerà più dal canale vaginale. Quali saranno le conseguenze fisiche, psicologiche e sociali di questo rapido e radicale cambiamento? Una cosa è comunque certa: il taglio cesareo, come ogni operazione chirurgica con relativa anestesia, non è esente da rischi e da possibili conseguenze per la salute. Fra questi si annovera un maggior rischio di trombosi e infezioni, di complicazioni nelle gravidanze successive, come pure maggiori difficoltà nell’allattamento. Anche per il neonato i rischi di mortalità e di difficoltà respiratorie, come pure di asma o di certe allergie alimentari risultano più elevati. Inoltre nella madre e nel bambino non si attivano gli stessi irripetibili meccanismi ormonali che regolano l’imprinting nel parto naturale.

Dichiarazione dell'OMS sul tasso dei tagli cesarei, 2015

Cesarei "à la carte"
inchiesta dossier di Amelia Valsecchi Jorio, pubblicata su Gente Sana

Parto cesareo: moda o necessità?
Articolo di Swissinfo.ch, 8 maggio 2013

Promuovere un ritorno al parto naturale

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Il cesareo: chirurgia o nascita?

Secondo un moderno concetto di salute l’impatto psicologico di una procedura medica è altrettanto importante delle sue conseguenze fisiche e contribuisce a definire lo stato di benessere. Il cesareo ha aumentato la sicurezza nei parti complicati, ma ha trasformato l’esperienza della nascita in un intervento chirurgico, generando non di rado paure disincarnate, solitudine, alienazione e perfino violenza. Ma si può fare diversamente?

Come osserva Verena Schmid, l’apertura femminile durante la nascita può condurre sia all’empowerment che al trauma. Diverse ricerche dimostrano un nesso tra la soddisfazione materna e la percezione del controllo sul proprio parto, alla quale contribuiscono una corretta informazione, una relazione di fiducia con gli operatori, il coinvolgimento della partoriente nelle decisioni cliniche e un adeguato supporto emotivo. Altri studi sottolineano anche il prezzo umano della medicalizzazione e le sue ricadute sul legame materno. In particolare, il parto chirurgico interferisce con il processo fisiologico della nascita, inibendo la produzione degli ormoni che favoriscono l’attaccamento.
Si comprende dunque l’importanza, nei casi in cui l’intervento medico non può essere evitato, di favorire un’esperienza globalmente positiva attraverso pratiche volte a umanizzare il parto, incoraggiare il bonding e aumentare il controllo materno sull’evento. Per esempio, in alcuni paesi e ospedali le donne possono richiedere il “cesareo gentile” o “cesareo naturale” o “cesareo Charité” [1]. La nuova procedura, adottata nell’omonimo ospedale di Berlino e in Inghilterra, ammette la possibilità di visitare in anticipo la sala operatoria e conoscere l’équipe medica, riscaldare l’ambiente dell’intervento, diminuire l’illuminazione, introdurre la musica, lasciare libero un braccio della madre, usare coperte termoelettriche per stimolare la termoregolazione del neonato, abbassare il telo chirurgico al momento della nascita, attaccare subito il neonato al seno, eseguire i primi controlli senza separare il bambino dalla madre.

Una recente ricerca randomizzata [1] conclude che il cesareo gentile aumenta la soddisfazione materna e favorisce l’allattamento senza produrre esiti negativi superiori ai benefici. Wolfgang Heinrich, chirurgo ostetrico presso l’ospedale Charité di Berlino, introduce il concetto di “nascita cesarea” per sottolineare che la nuova procedura valorizza la dimensione della nascita, in modo che l’intervento sia più facilmente percepito, vissuto, ricordato dalla donna come un parto [2] e non solo come un’operazione chirurgica. Nella “nascita cesarea” infatti si inserisce una “pausa” nella manovra di estrazione per consentire alla madre di stabilire un contatto visivo con il proprio bambino al momento della nascita. Dopo l’incisione il chirurgo abbassa il telo, inizia ad accompagnare il feto fuori dal ventre materno, gli solleva la testa e la rivolge verso la madre, infine completa la manovra estraendo le spalle e il corpo. La madre e il padre possono vedere il bambino ma non l’addome aperto. Secondo il ginecologo, il nuovo metodo favorisce il recupero fisico dopo l’intervento e riduce i traumi psicologici. A differenza di quanto avviene di norma dopo un parto chirurgico, nei giorni immediatamente successivi alla “nascita cesarea” le donne “parlano del proprio parto”.

Rimane comunque molto importante che l’intervento avvenga possibilmente non in emergenza, però a travaglio iniziato perché è il bambino che lo scatena quando i suoi polmoni son pronti per respirare e perché la mamma produce gli ormoni che favoriscono la sua accoglienza e l’allattamento. Tutto questo non dovrebbe tuttavia giustificare un aumento del numero di cesarei e far dimenticare che un parto veramente fisiologico, quando è possibile, rimane la miglior soluzione per la salute psicofisica di mamma e bambino.

[1] K. Wisner, Gentle cesarean birth, in “Am J Matern Child Nurs” (MCN), 41, 3, 2016, p. 186.
[2] R. Armbrust et al., The Charité cesarean birth: a family orientated approach of cesareansection, in “J Matern Fetal Neonatal Med”, 29, 1, 2016, pp. 163–168.
[3] Due minuti trasformano il taglio cesareo in nascita cesarea, traduzione dell’articolo Zwei Minuten machen den Kaiserschnitt zur Kaisergeburt, consultabile su http://www.nasceremeglio.it.

 

Istruzioni svizzere per il parto cesareo
Pubblicato l’opuscolo informativo curato da levatrici, neonatologi, pediatri e anestesiologi.

Il taglio cesareo è un'operazione chirurgica che può salvare delle vite ed è sbagliato demonizzarlo come tale perché in caso di gravi rischi o problemi è davvero indispensabile.  Tuttavia questo intervento non è scevro da pericoli e svantaggi rispetto al parto naturale. Oggigiorno, in Svizzera, un bambino su tre nasce attraverso un parto cesareo. Un tasso alto nel confronto internazionale e nettamente superiore al 10-15% dei cesarei che, secondo l’OMS, sono medicalmente giustificati. Per questo motivo è stato avviato anche in Svizzera uno studio pluriennale che lo scorso mese di maggio ha permesso la pubblicazione di un opuscolo informativo sul cesareo destinato alle famiglie.

Dallo studio collettivo eseguito da Federazione Svizzera delle Levatrici, Società Svizzera di Neonatologia SGN, Società Svizzera di Anestesiologia e Rianimazione SSAR e Società Svizzera di Pediatria SSP, è scaturito che, in circostanze normali il parto naturale o vaginale è la scelta migliore per madre e bambino poiché rispetta la fisiologia della nascita, facilita l'instaurarsi del naturale legame madre-bambino, favorisce l'allattamento al seno e l'adattamento del bambino al nuovo ambiente. 
È ad esempio provato che i problemi respiratori nei neonati avvengono più spesso dopo un cesareo. Un numero maggiore di bambini dev’essere trasferito in neonatologia complicando ulteriormente il processo di attaccamento fra madre e bambino (imprinting). Inoltre, esiste un legame tra il cesareo programmato e il rischio di uno sviluppo alterato della flora batterica intestinale del bambino, dell’asma nell’infanzia e pure di diabete, celiachia e obesità.
Per un motivo a noi sconosciuto fra gli autori dell’opuscolo, non figura la Società Svizzera di Ginecologia e Ostetricia, ma speriamo che anche i ginecologi e le ginecologhe tengano conto di queste indicazioni nei consigli che daranno alle loro pazienti.

Nella scelta fra cesareo e parto naturale andrebbero dunque soppesati attentamente i pro e i contro, cosa che l'opuscolo, aiuta a fare. Secondo lo studio il cesareo è d'obbligo in caso di placenta previa, gravidanze trigemellari e oltre, infezioni trasmissibili con il parto naturale e che rappresentano un grave pericolo per la salute del bambino, o se il bambino si presenta in posizione anomala. Non sono invece contemplati i parti gemellari e quelli con il bimbo in posizione podalica perché, secondo gli esperti, a dipendenza dei casi (primo figlio? ostetrica con esperienza in merito?) possono anche avvenire in modo naturale. È inoltre confermato che dopo aver partorito con un cesareo è possibile partorire in modo naturale (VBAC).

Per l'Associazione Nascere Bene Ticino, che promuove una cultura della nascita in sintonia con i bisogni fondamentali della specie umana, la pubblicazione dell'opuscolo rappresenta un passo avanti, anche perché sfata il mito che il cesareo sia più sicuro del parto fisiologico e sia privo di effetti collaterali. Un successivo passo avanti nel rispetto del bambino sarebbe poi quello di attendere l'inizio del travaglio prima di praticare un cesareo, poiché è proprio il bambino che lo scatena per segnalare che è pronto a nascere; a volte poi accade che il bambino in posizione podalica si giri all’ultimo momento. L'opuscolo indica invece unicamente che i cesarei vanno programmati con un anticipo di sette giorni al massimo prima del termine previsto per la fine della gravidanza (e non prima!) perché si ritiene che solo a partire da quel momento il bambino è maturo per venire al mondo.

L'opuscolo è scaricabile gratuitamente QUI oppure da www.info-cesareo.ch.

Comunicato stampa delle organizzazioni che hanno redatto l’opuscolo.

Maggiori informazioni inerenti la naturale fisiologia del parto le trovate QUI.

Cesarei in Ticino: sempre troppi

Le ultime cifre pubblicate dall’Ufficio federale di statistica (2015) rivelano che la % di cesarei in Ticino si aggira ancora sul 33% come anche in Svizzera: una cifra che rimane comunque preoccupante. Già da qualche tempo i media ticinesi dedicano una certa attenzione al problema.
Segnaliamo gli articoli di Simonetta Caratti, Isabella Pellizzari Villa e Patrizia Guenzi: