“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini.” Mahatma Gandhi

Deviazioni dalla fisiologia

Oggi, in Svizzera, come in quasi tutti i paesi industrializzati, la stragrande maggioranza delle donne, all’inizio della gravidanza, si rivolge a un/a ginecologo/a e non a una levatrice. Di conseguenza il 96,3% (dati 2022) partorisce in un ospedale, ma poco più di un terzo (38,5% in Ticino nel 2022) di questi parti sono spontanei. Questa prassi è ormai profondamente radicata nella nostra cultura come l’unica possibile. Le scene di film e telefilm in cui urla strazianti e stress in sala parto evocano un evento pericoloso e un dolore insopportabile, fanno perdere a molte donne la fiducia nelle loro capacità e nei riflessi automatici del loro corpo. Controlli e interventi medici altamente tecnologici appaiono così come aiuti inevitabili e più sicuri. Una delle ragioni che spiegano certi automatismi nella medicalizzazione dei parti è che in Svizzera raramente un/a ginecologo/a ha avuto la possibilità, durante la formazione, di assistere fuori dall’ospedale a parti indisturbati veramente fisiologici, senza protocolli né interventi medici.

Rischio di effetti a cascata (active management)

Un eccesso di analisi, controlli e interventi durante la gravidanza e il parto, può aumentare l’ansia e la relativa produzione continua di ormoni dello stress, che ostacolano il travaglio (v. “I bisogni della madre”) innescando varie complicazioni. Un esempio: è provato che il controllo permanente del battito cardiaco del nascituro (rispetto a controlli saltuari) immobilizza la donna e non garantisce maggior sicurezza; l’ansia che le provoca aumenta invece la probabilità di subire un taglio cesareo. In Ticino in almeno 2 parti su 5 (esclusi i cesarei programmati), il travaglio è provocato mediante la rottura delle acque e/o l’uso di farmaci. Un numero sempre più elevato di parti (spontanei o provocati) avviene con l’anestesia epidurale che tende però a indebolire le contrazioni poiché inibisce nella donna la produzione di ossitocina naturale. Per stimolare il travaglio si ricorre quindi all’ossitocina sintetica. Essa induce contrazioni molto forti (e anche più dolorose di quelle naturali se usata senza anestesia) che possono incidere sul battito cardiaco del bambino. Diventa allora urgente estrarre velocemente il bambino mediante un parto strumentale con forcipe o ventosa (in Ticino il 14% dei parti vaginali) o con un cesareo. In questo e in altri casi si pratica l’episiotomia (incisione nel perineo) che per fortuna è in diminuzione (in Ticino 1 parto su 7nel 2022).

In molti casi il cordone ombelicale è subito pinzato (e poi tagliato) privando il neonato di una parte importante del suo sangue (ca. 25%) che deve ancora fluire dalla placenta e contiene preziose sostanze come una riserva di ferro per 4-6 mesi. È però ormai più raro che si allontani immediatamente il neonato dalla madre per controlli medici, bagno, pesatura, ecc.

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