“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini.” Mahatma Gandhi

Episiotomia

Quel “taglietto” alle parti intime

(fonte principale delle informazioni: Genitori Channel)

L’episiotomia non migliora gli esiti del parto

L’episiotomia è stata introdotta nel 1800, ma cominciò ad essere utilizzata di routine negli anni ’70 nella convinzione (che oggi sappiamo essere errata) che fosse utile per:

  • evitare i traumi da lacerazione spontanea del perineo
  • aumentare il benessere del bambino alla nascita
  • ridurre il dolore nella fase espulsiva
  • ridurre la durata della fase espulsiva
  • ridurre l’incontinenza dopo il parto, e prolasso utero vaginale in età avanzata.

Le evidenze scientifiche degli ultimi anni mostrano con chiarezza che l’episiotomia non favorisce nessuno di questi fenomeni mentre genera molti altri problemi.

I problemi che possono derivare dall’episiotomia

L’episiotomia non solo non aiuta a prevenire o ridurre dolore, lacerazioni, incontinenza, o a migliorare il benessere fetale, essa, al contrario risulta dannosa.

  • un’episiotomia procura un’incisione più grave e profonda del perineo, rispetto alle lacerazioni naturali che ledono più raramente il tessuto muscolare e sottocutaneo,
  • se il neonato sta bene, l’episiotomia non migliora le sue condizioni di salute,
  • con l’episiotomia c’è una maggiore perdita di sangue della mamma,
  • non migliorano gli esiti sull’incontinenza materna post parto,
  • vi è un immediato decorso post parto più doloroso,
  • la ripresa dei rapporti sessuali è più rapida SENZA episiotomia.

L’episiotomia non va fatta ma troppi ancora la fanno… possibile?

Fortunatamente negli ultimi anni il tasso di episiotomie è diminuito. Tuttavia, nella maggior parte degli ospedali e delle cliniche è ancora praticata troppo spesso anche se all’inizio si dice che: “la pratichiamo solo quando serve”. Questo avviene nonostante l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’abbia sconsigliata (v. art. 39 delle raccomandazioni del 2018) e siano molto chiare in proposito le evidenze scientifiche più recenti.

In Svizzera* (dati 2022 dell’UFSP) in caso di parto vaginale 1 donna su 10 subisce un’episiotomia.

In Ticino* la subisce in media ancora 1 donna su 7 (ossia il 14,4%) ma la tendenza da qualche anno è in discesa. Ci sono però alcune differenze fra ospedali. Nell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) la media nel 2022 era del 17% (non esiste il dettaglio per ognuna delle tre  maternità), nella clinica Santa Chiara del 15% e nella clinica Sant Anna del 9%.

Tutto questo significa che troppe donne durante il parto subiscono un taglio nelle parti intime, con conseguenze (a volte anche gravi) sulla propria vita sessuale, fisica e psichica, senza che vi siano motivazioni mediche specifiche. In alcuni ospedali dove c’è attenzione a non abusarne (purtroppo rari) è già stata ridotta anche solo a un 5% dei casi.

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*Fonte: UFSP (Uff. Federale di Statistica), Indicatori di qualità degli ospedali svizzeri per cure acute.

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