“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo,
dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

I bisogni del bambino

“…l’esperienza ci fa coscienti di una terribile verità: che i mali della prima infanzia li portiamo con noi per tutto il resto della vita. La vita dell’embrione e le vicissitudine del bambino sono decisive (…) per la salute dell’adulto e per l’avvenire della razza. Come mai, allora, “la nascita”, il momento più difficile che l’uomo abbia da superare in tutta la vita, non viene presa in considerazione? …Nessuno vede nel bambino appena nato, l’essere umano che soffre, né pensa all’estrema sensibilità di un corpicino che nessuno ha mai toccato, alle sue reazioni alle innumerevoli nuove impressioni fisiche, ad ogni contatto inusato.”

Maria Montessori, 1923

Durante la gravidanza il feto ha bisogno di una mamma con uno stile di vita sano, perché assorbe le sostanze da lei ingerite, e di una mamma serena, perché si impregna degli ormoni che lei produce in caso di gioia, come pure di stress, ansia e sofferenza psichica (ad esempio è per questo effetto ormonale che la perdita del padre lascia più tracce se avviene prima della nascita che non nel primo anno di vita). Quando il feto è pronto per nascere secerne nel liquido amniotico una sostanza per segnalare che i suoi polmoni sono maturi e così scatena il travaglio. Il bambino collabora poi alle spinte per attraversare l’angusto canale vaginale e affrontare la difficile attivazione dei suoi organi vitali.

Appena nato ha l’impulso istintivo di cercare il capezzolo sul corpo della madre e di succhiare il colostro (il primo latte) perché è ricco degli anticorpi di cui ha bisogno. Così la sua flora intestinale (da cui dipende l’80% del sistema immunitario, che rimarrà determinante per tutta la sua vita) si forma correttamente perché viene immediatamente colonizzata dai batteri più idonei. Intanto il cordone ombelicale continua a pulsare per fornirgli ancora ossigeno in caso di difficoltà respiratorie, e una grande quantità di sangue ricco di tutte le preziose sostanze accumulate per lui dalla placenta, che lo ha nutrito e fatto crescere per 9 mesi. Recenti osservazioni confermano diversi vantaggi nel lasciare che la placenta si stacchi da sola dal bambino dopo qualche giorno (parto Lotus).

Infine il contatto immediato ed esclusivo con gli occhi e il corpo della madre regola la temperatura del neonato e gli trasmette sicurezza. Il bisogno di questo contatto continua ovviamente anche nei giorni e nei mesi successivi, di pari passo con il bisogno di essere allattato su richiesta.

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