“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo,
dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

Induzione: una scelta informata

Oggi più del 40% delle donne ha bisogno di ossitocina sintetica per partorire o, meglio, viene loro somministrata ossitocina sintetica. Ma è davvero necessario? Forse è il caso di rivedere il nostro concetto di normalità e interrogarci su cosa ha davvero bisogno una donna nel delicato momento di mettere al mondo un figlio.
Arrivare in fondo alla gravidanza fiduciose e rilassate, preparate e ben assistite: è la condizione biochimica che permette al cervello di rilasciare gli ormoni necessari. Oggi però ci si affida con troppa facilità all’ossitocina artificiale o a altre sostanze e interventi meccanici per provocare la cosiddetta induzione.

OMS: al massimo un 10%

Eppure, “Il parto non dovrebbe mai essere indotto per convenienza e l’induzione del travaglio dovrebbe essere riservata a specifiche condizioni mediche. Nessun’area geografica dovrebbe avere tassi di induzione superiori al 10%.” secondo le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
L’induzione al parto continua a essere una materia confusa e legata a pratiche tramandate negli anni senza una vera messa in discussione.
Ma cosa bisogna veramente sapere dell’induzione del parto? Per prima cosa, tenere come regola e obiettivo il principio raccomandato dall’OMS, ogni volta che si parla di induzione, ma soprattutto quando lo si propone.
Non tutte le donne lo sanno e gli stessi professionisti a volte preferiscono non affrontare l’argomento e lasciano credere che sia una scelta obbligata.

L’induzione è una scelta

Le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) noto istituto britannico per l’eccellenza clinica e punto di riferimento in tutta Europa per l’eccellenza nelle pratiche ospedaliere, dicono chiaramente che: “L’induzione del parto ha un impatto sull’esperienza della donna. Il parto può essere meno efficace e è di solito più doloroso (…). Dopo le 42 settimane, alle donne che rifiutano l’induzione dovrebbe essere offerto un controllo intensificato, almeno due volte alla settimana con monitoraggio del battito fetale e del livello di liquido amniotico”. Sì, proprio 42 settimane: la gravidanza fisiologica può arrivare anche alle 42 settimane ma sembra che per molti vi sia una data di scadenza e che il parto debba obbligatoriamente avvenire entro la fine della quarantesima settimana.
Una gravidanza può avere una durata dalle 37 alle 42 settimane: non si capisce, quindi, come mai si parli di induzione a poco più di 40 settimane. Il termine di una gravidanza non ha una data di scadenza: la data è semplicemente presunta e come tale va trattata.

Ossitocina sintetica e ossitocina naturale

Nella maggior parte dei casi l’induzione viene provocata con l’iniezione di ossitocina sintetica. Questa sostanza agisce unicamente sull’utero e le sue contrazioni, e non ha nulla a che vedere con l’ossitocina naturale che le donne rilasciano in condizioni che le rendono felici e rilassate e che stimolano la produzione di endorfine (i nostri analgesici naturali) e la positività che il nostro cervello è chimicamente in grado di produrre per prepararci ad accogliere il nuovo nato. D’altra parte questo è il sistema più raffinato di protezione e nutrimento – quindi sopravvivenza – che la natura ha previsto per noi, mammiferi che veniamo al mondo nelle condizioni meno propizie per sopravvivere; basti pensare che i cavalli si alzano subito in piedi mentre noi ci mettiamo un annetto.

Provocando l’induzione, la probabilità che il nostro cervello inizi a produrre adrenalina anziché ossitocina è piuttosto alta, col risultato che al nostro utero arriverà un ordine esterno di lavorare e un ordine interno di non farlo. I risultati di questi contrastanti messaggi possono creare scompensi. Tant’è che l’induzione rende molto più probabile la necessità di ricorrere a un cesareo.
Secondo una ricerca svolta negli Stati Uniti nel 2013, pubblicata da Listening to Mothers si registra – non a caso – un 5% di cesarei per donne senza induzione e senza epidurale contro un 31% di quelle che hanno avuto sia induzione sia epidurale.
L’ossitocina sintetica stimola l’utero a lavorare, ma un parto è qualcosa di più complesso. Se all’ossitocina sintetica si contrappone l’adrenalina (l’ormone dello stress) che quasi ogni donna rilascia nella tensione di essere indotta, è più facile che aumenti il dolore e si inneschi la tipica cascata di interventi che da un’induzione trascina a un cesareo.

Un parto indotto senza reale necessità può nuocere al bambino.

Il bagaglio bio-chimico dei primi giorni, quando una donna incontra il suo bimbo dopo un travaglio naturale e spontaneo con ossitocina, endorfine, prolattina è quello che supporta al meglio i primi giorni della maternità dal punto di vista fisico e psicologico, senza contare che l’ossitocina sintetica può avere effetti anche sul bambino. In realtà è il bambino che induce il parto perché rilascia una sostanza che scatena il travaglio  quando i suoi polmoni sono pronti per respirare. Anticipare il parto con l’induzione (o con un cesareo anticipato) può provocargli difficoltà respiratorie.

In alcuni casi l’ossitocina può anche essere utile, o persino necessaria, ma la scelta compete unicamente alla donna che dev’essere bene informata. La natura l’ha dotata di tutto il necessario per concepire e mettere al mondo: va iniettata in essa la fiducia di questa facoltà, aiutandola a fare scelte consapevoli e riducendo al minimo gli interventi artificiali.
(10-02-2017)

“Assistere alle nascite è come con le rose che crescono. Mi piace ammirare quelle che si aprono e fioriscono al primo bacio del sole, ma non mi sognerei mai di tirare e aprire i petali dei boccioli chiusi ermeticamente e costringerli a fiorire prima del tempo”.
Gloria Lemay, ostetrica

 

Adattamento del testo: http://ilpartopositivo.com/2015/07/13/induzione-tutta-la-verita-solo-la-verita-nientaltro-che-la-verita/ per gentile concessione del blog www.ilpartopositivo.com
Per altre informazioni e approfondimenti:

Ossitocina naturale e ossitocina sintetica
Un’intervista al dottor Michel Odent, pubblicata sulla rivista “Ri-nascere”, numero 128, dicembre 2016.

Le differenze fra ossitocina naturale e ossitocina sintetica

L’ossitocina naturale è un ormone prodotto dai gruppi ipotalamici e secreto nella neuroipofisi. In realtà non c’è alcuna differenza chimica tra l’ossitocina sintetica e l’ossitocina naturale che viene liberata nel cervello dall’ipofisi. Una differenza importante riguarda invece come l’ossitocina naturale viene liberata nel corpo umano.
Il corpo umano ha diverse modalità per liberarla. Una di queste fa in modo che l’ossitocina rimanga nel cervello raggiungendo i ricettori di questo ormone. In conseguenza l’ossitocina naturale ha ripercussioni – oggi ben conosciute – come essere l’ormone al quale sono associabili – sul piano scientifico – i comportamenti empatici e di grande affettività. E viene anche definita l’ormone dell’amore.

Che ha a che fare l’ossitocina naturale con il travaglio e il parto?

Una parte dell’ossitocina naturale rimane dunque nel cervello, ma c’è anche la sua importantissima funzione di stimolare le contrazioni della muscolatura liscia dell’utero nell’ultimo periodo della gravidanza quando la responsività dell’utero all’ossitocina aumenta notevolmente e l’ormone esercita un ruolo importante all’inizio e nel mantenimento del travaglio e durante il parto nell’espulsione del bambino e della placenta.
Altro suo fondamentale ruolo è quello di stimolare le cellule dei dotti lattiferi delle mammelle. In tal modo l’ossitocina provoca una contrazione delle cellule muscolari e la secrezione del colostro e del latte. E tutto ciò avviene in risposta allo stimolo della poppata.
C’è dunque un doppio effetto dell’ossitocina naturale: uno meccanico per contrarre l’utero e anche le cellule del seno. Mentre l ’altro effetto è sui comportamenti attraverso i recettori cerebrali.

L’ossitocina sintetica e la sua grande diffusione nel travaglio e nel parto.

L’ ossitocina sintetica entra in circolo nella partoriente per via endovenosa. Avrà quindi solo effetti meccanici, cioè periferici nel permettere all’utero di contrarsi come pure agire sulle cellule del seno. Ma per ottenere questo effetto deve venir somministrata in modo continuo e con dosaggi molto alti. Infatti molti parti provocati comportano ore e ore di infusioni di ossitocina sintetica.
Non raggiunge le cellule cerebrali perché incontra una barriera – tra il sangue e le cellule cerebrali – che protegge il cervello: the blood-brain barrier.
L’ossitocina sintetica nell’adulto umano non riesce in generale a superare questa barriera e quindi non ha alcun effetto sul comportamento. Ma ha però la capacità di bloccare la produzione dell’ ossitocina naturale. E’ stata sollevata inoltre una questione molto importante conseguente al fatto che l’apporto di ossitocina sintetica per via endovenosa durante il parto è ormai l’intervento medico più frequente in tutto il mondo. E la maggior parte delle partorienti per via naturale riceve ossitocina sintetica. Inoltre molte di quelle che subiscono un taglio cesareo hanno ricevuto l’ossitocina sintetica ancor prima che si optasse per il cesareo.

Ma l’ossitocina sintetica arriva al feto?

Molte ricerche sono stati fatte, in particolare uno studio americano risalente al 1996 che ha dimostrato come l’ossitocina sintetica non solo attraversi la placenta nelle due direzioni ma passi -ancora più efficacemente – dal sangue materno a quello fetale.
Ma è noto anche che nel corpo del feto esistono delle specie di “cortocircuiti” o shunt (come il foramen ovale all’entrata del cuore o come il dotto arterioso e altri…) che non permettono – almeno nell’80% dei casi – che l’ossitocina sintetica proveniente dalla vena ombelicale materna passi attraverso il fegato del nascituro ma vada direttamente nella vena cava inferiore attraverso il dotto venoso. Si suppone infine che ci sia anche una barriera fra il flusso sanguigno e il cervello: la barriera emato – encefalica.
Ciò è accertato per gli adulti ma sembrerebbe una barriera molto più permeabile nel feto.

Quali le conseguenze ipotizzabili?

Oggi ci sono dunque delle ragioni teoriche per credere che – alla nascita degli esseri umani – le cellule cerebrali ricettive all’ossitocina possono venir sottoposte a dosi massicce di questa molecola sintetica. E ciò risulta essere un problema molto serio e importante perché non va dimenticato che il sistema dell’ossitocina naturale viene coinvolto nella socievolezza, nella capacità di amare e – si potrebbe anche dire – nel potenziale aggressivo dell’essere umano.
Non va dimenticato infine che un’alterazione del sistema dell’ossitocina porta anche a ipotizzare altre cause nella genesi di alcune malattie come l’autismo o l’anoressia nervosa.

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