“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo,
dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

La casa della nascita

Nella casa della nascita è sempre la stessa levatrice di fiducia che informa e accompagna (one-to-one) la donna durante tutta la gravidanza, il parto, il puerperio e l’allattamento collaborando con altri specialisti quando è necessario. Questa continuità (suivi-global), che comprende anche le visite a domicilio, facilita il parto fisiologico, favorisce la fiducia della donna nelle proprie capacità aumentando la sua autostima, e accresce la soddisfazione dei genitori perché possono vivere la sacralità dell’esperienza indisturbati, secondo i loro ritmi e le loro emozioni.

Per produrre gli ormoni necessari al parto, gli stessi che si attivano per fare l’amore (v. la fisiologia del parto), e per ridurre il dolore, la donna in travaglio ha bisogno di sentirsi in totale intimità, protetta e al sicuro. Per potersi abbandonare all’istinto non deve sentirsi osservata, disturbata da sconosciuti, o interpellata. Deve potersi muovere liberamente e godere di penombra e silenzio. La casa della nascita (come il domicilio), garantisce queste condizioni, offre l’intimità indispensabile per il decorso naturale della nascita e per l’attaccamento istintivo e profondo con il neonato sin dai primi istanti di vita. Infatti il meccanismo dell’“imprinting” (la base del bonding) avviene mediante l’intensa scarica ormonale di mamma e neonato, scatenata con l’immediato contatto pelle a pelle dopo il parto.

All’ospedale o in clinica, invece, queste condizioni non sono sempre possibili: le donne che desiderano un parto naturale arrivano solitamente a travaglio iniziato e sono assistite da una levatrice di servizio, che sarà poi sostituita alla fine di ogni turno. Così durante il travaglio e il parto la donna, è seguita da levatrici sconosciute, che magari devono occuparsi di diversi parti contemporaneamente e non possono stare sempre accanto alla donna. Il ginecologo (non sempre conosciuto prima) è solitamente presente solo nell’ultima fase del parto. In questi casi può essere di grande aiuto l’accompagnamento  della doula, ma purtroppo il suo ruolo non è ancora riconosciuto dai servizi sanitari e sociali, e non sempre la donna se la può permettere.

Inoltre i progressi della tecnologia tendono sempre più ad aumentare gli interventi medici a scapito della fisiologia: cesareo programmato, parto indotto e pilotato, anestesia, ossitocina sintetica, episiotomia, parto strumentale, ecc. Senza parlare dell’aumento dei costi che questi interventi (spesso non indispensabili), provocano per il sistema sanitario. Basti pensare che un cesareo costa ca. tre o quattro volte quanto un parto a domicilio o in una casa della nascita. A tutto questo si aggiunge che durante il lungo percorso della maternità la donna che non si affida a una levatrice (se possibile anche per il parto), incontra diverse figure professionali con il rischio che le informazioni e l’assistenza siano troppo frammentate e che a volte riceva messaggi contraddittori che possono generare confusione ed ansia.

IL PARTO IN CASA NASCITA FA BENE ALLA SALUTE

Diversi studi mostrano che la maggior parte delle donne desidera un parto naturale (fisiologico) anche perché sanno che rispetta meglio i bisogni del bambino e rafforza il suo sistema immunitario (v.ricerche sul microbioma) e quindi è un investimento per la sua salute e per il suo equilibrio psico-fisico fino nell’età adulta. Si può dunque affermare che la casa della nascita è anche un ottimo strumento per la prevenzione nel campo della salute pubblica e un buon antidoto ai pericoli e ai costi della sovra-medicalizzazione.

Lo dimostrano ormai chiaramente le linee guida di una prestigiosa istituzione medica come il NICE che confermano i dati raccolti nella Svizzera francese nel 2011 e pubblicati nello studio del dottor Borel, pediatra, basato sui parti nelle case della nascita della Romandia, confrontati con una casistica simile di parti nella maternità tradizionale dell’ospedale di Aigle. Gli esiti per madre e bambino risultano equivalenti o migliori mentre gli interventi medicalizzati sono nettamente inferiori.

Riportiamo qui di seguito il riassunto del primo studio pubblicato nel 2010 dal dott. Bernard Borel, pediatra FMH, primario all’Hôpital du Chablais, in collaborazione con Anne Burkhalter, levatrice, clinica e insegnante, Aigle, Gérald Fioretta, statistico e epidemiologo, Ginevra, Collettivo di levatrici dell’«Aquila», Aigle, Bernard Fasnacht, MPH, ginecologo-ostetrico FMH, primario all’Hôpital du Chablais.

Analizza gli esiti per benessere e salute di mamma e bambino, paragonando i parti avvenuti nell’ospedale di Aigle (VD) e quelli avvenuti in un’unica casa della nascita indipendente “Aquila” (adiacente all’ospedale), per una casistica paragonabile di donne senza rischi particolari. Questi risultati sono poi stati confermati nel dicembre 2014 su scala molto più vasta dal NICE una delle istituzioni mediche più prestigiose al mondo.

“L’accouchement en maison de naissance plus physiologique: 4 fois moins de risque d’y accoucher par césarienne!

Introduction : Depuis dix ans l’Hôpital du Chablais/Vaud/Suisse abrite une maison de naissance gérée de manière indépendante par des sages-femmes en pratique libérale. Parallèlement, cet hôpital public accueille les naissances correspondant à une population d’environ 80’000 habitants. Notre objectif était d’évaluer les résultats périnataux des deux lieux de naissance

Méthode : Cette étude rétrospective compare 386 accouchements en maison de naissance et 788 accouchements similaires en maternité hospitalière.

Résultats : Le début du travail a été spontané dans 93% des cas en maison de naissance contre 53% à la maternité. Il y a eu 3 fois moins d’épisiotomies en maison de naissance qu’en maternité, sans augmenter significativement le risque de déchirures du périnée.

Le risque de césarienne y est 4 fois moindre. La durée de dilatation a été significativement plus longue en maison de naissance qu’en maternité et les modes d’accouchements plus variés avec plus de 50% d’accouchements dans l’eau ou en position à quatre pattes.

Conclusion : L’accouchement est nettement moins médicalisé en maison de naissance qu’à la maternité, sans risque augmenté pour la femme ou pour le bébé. Le lieu d’accueil des naissances n’est pas neutre et le choix éclairé des parents essentiel.”

Lo studio completo può essere scaricato QUI.

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