“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini.” Mahatma Gandhi

Lutto perinatale

“In genere, nella nostra società le nascite non compiute sono considerate un fatto privato e non sono ancora equiparate alla perdita di un figlio a tutti gli effetti. In tale contesto, il dolore fatica a essere riconosciuto e tende a essere vissuto in solitudine, con conseguenze negative sul benessere individuale e familiare. Ne deriva la necessità di rompere il tabù su questo evento, offrendo un supporto adeguato alle persone colpite, creando riti condivisi e promuovendo azioni simboliche che mettano in evidenza l’impatto della perdita perinatale e ne favoriscano l’elaborazione.”

Aborto spontaneo, morti in utero e lutto perinatale sono eventi tutt’altro che rari. Si calcola, infatti, che riguardino circa il 20% delle gravidanze avviate. Nonostante la sua frequenza, l’argomento è tuttora un tabù di cui non si parla. Di conseguenza, coloro che affrontano una perdita di gravidanza si sentono spesso isolati e, quando decidono di rompere il silenzio e condividere la propria esperienza con gli altri, non sempre vengono compresi e accolti in maniera empatica. Le frasi di “consolazione” sono spesso inadeguate e procurano più sofferenza che conforto. Inoltre, la perdita viene minimizzata dall’esterno, sollecitando il genitore a superare il lutto in tempi brevi. Come afferma Linda L. Layne nel suo saggio Motherhood Lost (2003) è necessario sviluppare dei protocolli e dei rituali che permettano alle famiglie colpite di attraversare il proprio lutto e di trovare il supporto di cui hanno bisogno. Il fatto che questo tipo di perdita non sia riconosciuta e ritualizzata nella nostra società e che questo lutto non sia considerato tale, non aiuta le donne e le loro famiglie a superare l’evento con l’accompagnamento di cui avrebbero bisogno. Senza voler patologizzare l’avvenimento, è importante ricordare che la perdita perinatale è vissuta in maniera traumatica e molte delle persone che hanno subito un aborto – volontario oppure no – sviluppano forme di disturbo post-traumatico da stress. Condividere la propria esperienza ha effetti terapeutici e nel corso degli ultimi anni sempre più donne sono uscite allo scoperto pubblicando le loro storie in testi autobiografici e sui social media. I gruppi di auto-aiuto offrono le condizioni necessarie per parlare del proprio vissuto con persone che hanno sperimentato lo stesso lutto, in un ambiente protetto e non giudicante, evitando di incorrere in frasi fatte e fuori luogo.

“Stai tranquilla, ne puoi fare un altro”.

“Cosa diciamo a lavoro? Che hai l’influenza?”

“Tanto non era ancora un bambino”.

No, il mio bambino non è un oggetto che si può ricomperare.

No, ho perso un figlio, non ho l’influenza.

No, era già il mio bambino.

Se si cerca che cosa sia un lutto perinatale si trova la seguente definizione: “sono decessi che si verificano tra la ventisettesima settimana di gestazione e le prime settimane di vita” (VIDAS, 2020).

Gli aborti avvenuti nel primo trimestre possono essere ugualmente devastanti per i genitori. Per questo motivo è impossibile definire a partire da quale settimana sia legittimo vivere il lutto di un/a figlio/a. La perdita non può essere classificata ed è necessario contemplarla sin dalle primissime settimane di gravidanza.

L’aggravante di questo lutto è data dai tabù della nostra società dove si fatica ancora a parlarne liberamente, si ignora quanto possa essere doloroso vivere questa esperienza e purtroppo in Svizzera si ha diritto alla sepoltura nel cimitero solo dalla dodicesima settimana di gravidanza. Quindi alcune famiglie non hanno nemmeno un luogo dove poter piangere il/la proprio/a bambino/a.

Questo vissuto ha un forte impatto emotivo sui genitori e i famigliari che in poco tempo si trovano confrontati con delle emozioni opposte, dapprima la gioia per la vita per poi passare ad affrontare la morte e la sofferenza.

Nonostante negli ultimi anni si affronti sempre di più il tema, rimane ancora molto da fare per dar voce ai genitori di bambini/e stella e ai loro diritti come genitori a tutti gli effetti.

L’aiuto-aiuto è una risorsa che facilita l’elaborazione del lutto

I gruppi di auto-aiuto per la perdita perinatale sono concepiti per chiunque abbia subito una perdita durante la gravidanza, il parto o nel periodo post-parto. I genitori che hanno vissuto un’interruzione volontaria della gravidanza, un aborto spontaneo o terapeutico, una riduzione di gravidanza, un lutto perinatale oppure la morte del/la proprio/a bambino/a durante o dopo il parto sono accolte in uno spazio di ascolto ed espressione in cui possano condividere la loro storia e affrontare il dolore con il sostegno di altre persone che hanno lo stesso bagaglio.

Essendo gratuito è alla portata di tutti, non ci sono vincoli e si è liberi di partecipare una volta sola o tutte le volte che se ne sente la necessità.

È una rete di sostegno amorevole e comprensiva dove vige il rispetto tra i partecipanti che sono tutti allo stesso livello, compresa la conduttrice che ha vissuto la stessa esperienza.

Non ci sono aspettative e nessuno ha l’obbligo di parlare, si può partecipare anche solo per ascoltare le storie degli altri.

Il nostro gruppo di auto-aiuto per perdita perinatale si riunisce una volta al mese presso la sede della nostra associazione in via Canevascini 4 a Lugano Besso e le date vengono pubblicate sul sito dell’Associazione Nascere Bene Ticino.

Il gruppo è esteso anche ai famigliari come nonni/e, sorelle e fratelli, perché sappiamo come questo tema tocchi profondamente anche le persone che stanno attorno ai genitori e al/la bambino/a.

Per ulteriori informazioni potete scrivere a Valentina Greco, Operatrice Socioassistenziale, Conduttrice Basic Bonding e di Gruppi di auto-aiuto per la perdita perinatale: valentina.greco@nascerebene.ch.

Testo di Valentina Greco e della dr.ssa Laura Lazzari Vosti

 

Letture consigliate (selezione)

Giorgia Cozza, Alex, piccola storia di un’attesa spezzata, AVE, Roma, 2010.

Giorgia Cozza, Quando l’attesa si interrompe, Il leone verde, Torino, 2010.

Claudia Ravaldi, La morte in-attesa, Officina grafica, Firenze, 2016.

Claudia Ravaldi, Piccoli principi. Attraversare il lutto perinatale, CiaoLapo, 2022.

Erika Zerbini, Attraverso il lutto perinatale, Youcanprint, Lecce, 2020.

Erika Zerbini, Chiamami mamma, Youcanprint, Lecce, 2018.

Erika Zerbini, Nato vivo, Youcanprint, Lecce, 2018.

Erika Zerbini, Questione di biglie, Eidon, Genova, 2012.

Erika Zerbini, Sembrava una promessa, Youcanprint, Lecce, 2018.

Altre risorse utili (selezione)

Ciao Lapo, Associazione senza scopo di lucro che fornisce supporto psicologico, assistenza e risorse alle famiglie che affrontano una perdita perinatale. Sito web: www.ciaolapo.it – Instagram: instagram.com/ciaolapo

Fontana dei bambini mai nati. Fontana commemorativa realizzata al Parco delle Camelie di Locarno (CH) e dedicata alle persone che hanno perso un/a figlio/a durante la gravidanza. La fontana e i ciottoli posti al suo interno, entità fisica visibile, creano un luogo di commemorazione per un’esperienza altrimenti invisibile. Sito web: fontanadeibambininonnati.ch.

Genitori di una stella, Arbedo. Gruppo di auto-aiuto nel Sopraceneri. Gli incontri hanno luogo l’ultimo mercoledì del mese. Le persone interessate a partecipare sono pregate di annunciarsi per e-mail: genitoridiunastella@gmail.com.

Valentina Greco. Operatrice Socioassistenziale, Conduttrice Basic Bonding e di Gruppi di auto-aiuto per la perdita perinatale. Email: valentina.greco@nascerebene.ch; Instagram @le_radici_del_cuore.

Dr. Laura Lazzari Vosti. Ricercatrice, educatrice perinatale e SBD® doula (accompagnatrice nel caso di aborti spontanei e lutti perinatali). Siti web: https://laurahypnobirthing.wixsite.com/website e https://sites.google.com/site/lazzarilaura; Email: laura.hypnobirthing@gmail.com; Instagram: @hypnobirthingswitzerland.

Mio figlio diventato stella. Numerose risorse, incluse le questioni legali. Sito web: http://mein-sternenkind.ch.

Barbara Schepis Muntaner. Psicologa ATP/FSP, perfezionata in psicologia perinatale e delle relazioni familiari. Sito web: https://www.psicologi-ticino.ch/membro/!/i/602; Email: barbara_schepis@sunrise.ch.

Erika Zerbini. Scrittrice, facilitatrice di gruppi di Auto Mutuo Aiuto, sessioni di scrittoterapia. Siti web: https://www.erikazerbini.it e https://www.luttoperinatale.life.

Instagram @iosonolangela – Angela Notari: sostegno e condivisione su lutto perinatale, aborto spontaneo, gravidanza extrauterina
Tages Anzeiger 25.9.2023 “Ihre Fehlgeburt hat sie politisiert, nun hilft sie anderen Eltern” per il congedo in caso di aborto spontaneo o lutto perinatale.

 

Testi citati:

Benedetta Foà, Dare un nome al dolore. Elaborazione del lutto per l’aborto di un figlio, Effatà Editrice, Cantalupa (TO), 2014.

Linda L. Layne, Motherhood Lost. A Feminist Account of Pregnancy Loss in America, Routledge, New York – London, 2003.

Claudia Mattalucci e Roberta Raffaetà (a cura di), Generare tra la vita e la morte. Aborto e morte perinatale in una prospettiva multidisciplinare, Franco Angeli, Milano, 2020.

VIDAS, Cos’è il lutto perinatale e come affrontarlo. I consigli della nostra psicologa e la testimonianza di mamma Caterina, 23.12.2020, https://www.vidas.it/lutto-perinatale-cosa-e-come-affrontarlo [consultato il 24 settembre 2023].

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