“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo,
dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

Il contatto pelle a pelle

Vantaggi del contatto pelle a pelle con il neonato

“CONTATTO PELLE A PELLE: PERCHÉ É COSÍ IMPORTANTE PER MAMMA E NEONATO?”
di Claudia Carola Gorgati, Ostetrica, consulente per l’allattamento IBCLC

Il petto della madre rappresenta un ambiente accogliente e può essere definito come l’habitat naturale per un neonato nei primi giorni di vita. I suoi istinti primordiali gli permettono di muoversi su di esso e nutrirsi. Molti studi in letteratura dimostrano l’importanza del contatto pelle a pelle subito dopo la nascita, sia da un punto di vista relazionale, che da un punto di vista fisiologico.1,2,3,4

I benefici del contatto pelle a pelle (CPP) che sono stati dimostrati anche durante la Kangaroo Mother Care (KMC) con i bambini prematuri, si possono così definire:

  • stabilizzazione della respirazione e dell’ossigenazione 1,3,4
    la frequenza respiratoria è di 3 atti al minuto più bassa rispetto a quella in bambini in incubatrice
  • aumento del livello di glucosio nel sangue (diminuzione del rischio di ipoglicemia) 1,3,4
    i livelli di glucosio nel sangue misurati a 75 e 90 minuti dopo la nascita sono più elevati nei neonati con CPP rispetto a quelli in incubatrice
  • mantenimento della temperatura ottimale 1,3,4
    il petto materno aumenta o diminuisce la sua temperatura in base a quella del neonato per mantenerla sempre costante. La diminuzione del rischio di ipotermia permette al neonato di non innescare il meccanismo chimico di generazione di calore attraverso l’utilizzo del grasso bruno destinato al mantenimento del fisiologico calo ponderale
  • riduzione degli ormoni dello stress e miglior controllo del peso 1,3,4
    la separazione dalla mamma genera nel neonato una riposta del SNC autonoma che aumenta gli ormoni dello stress e aumenta la perdita di calorie con consumo delle riserve di grasso bruno
  • regolazione della pressione sanguigna e del battito cardiaco 1,3,4
    il battito cardiaco è 3 bpm più lento rispetto a quello di neonati in incubatrice
  • diminuzione del pianto e mantenimento di uno stato di allerta calmo 1,2,3,4
    cicli eccessivi di pianto aumentano il rischio di ipossiemia perché ristabiliscono in parte la circolazione fetale permettendo ad una quota di sangue non ossigenato di raggiungere la circolazione sistemica
  • contaminazione del neonato con batteri materni 1,2
  • primo attacco al seno facilitato e aumento della durata dell’allattamento al seno 1,2,3,4
    neonati a CPP hanno meno difficoltà nell’attacco al seno rispetto a quelli avvolti in coperte, molto probabilmente per una maggior stimolazione di tatto e olfatto e maggior libertà di movimento.
    Tassi di allattamento più elevati a 2 e 4 mesi sono stati evidenziati in madri che hanno praticato CPP dopo il parto ed hanno avuto un’assistenza adeguata nel post partum.
  • corretto sviluppo cerebrale 1,3
    è stato dimostrato che il contatto è più importante del cibo, e nelle prime ore post partum permette al neonato di attivare e sviluppare l’amigdala, che è responsabile delle emozioni e dei comportamenti emozionali 3

Inoltre, nelle ore dopo il parto, i livelli di ossitocina materni sono molto elevati e ciò permette un aumento del rilassamento, dell’attrazione reciproca e del riconoscimento facciale, che facilitano nella madre l’attaccamento e comportamenti di accudimento. Il contatto pelle a pelle e il massaggio del seno da parte delle mani del neonato, genera dei picchi di ossitocina che permettono un corretto avvio dell’allattamento, e assicurano la sopravvivenza del neonato.
L’attaccamento mamma – bambino permette a quest’ultimodi sviluppare le sue capacità di autoregolazione e mantenere l’omeostasi. 1,2,3,4
La separazione dalla mamma genera nel neonato una risposta bifasica fondamentale per la sua sopravvivenza:

  • la prima fase è di protesta: il pianto di un neonato separato dalla mamma è stato dimostrato essere 10 volte in numero e 40 volte in durata maggiore di quello di un neonato non separato dalla propria mamma. Il pianto è un meccanismo di sopravvivenza perché richiama l’attenzione materna;
  • la seconda fase è di disperazione: il pianto cessa e anche l’attività motoria e metabolica diminuiscono per evitare il rischio di attrarre eventuali predatori e per prolungare la sopravvivenza.

Il legame (bonding) mamma-bambino è il più forte legame che esista in natura e può essere potenziato tramite il CPP, il rooming-in ed un ambiente nascita favorente l’incontro e la conoscenza della coppia mamma neonato e più in generale della nuova famiglia.

Alla luce di queste evidenze, e dei benefici che il CPP comporta, esso dovrebbe essere garantito a tutti i neonati e a tutte le mamme, sia a quelle che allattano che a quelle che non allattano. Per le mamme che non allattano, usare una fascia elastica mettendo il neonato pelle a pelle con la testa fuori dalla fascia potrebbe tranquillizzare le mamme in quanto si limita il contatto tra la bocca del neonato e il seno. Se il neonato cerca il seno proporre alla mamma qualche goccia di maltodestrina o un ciuccio.

CONTATTO PELLE A PELLE E ALLATTAMENTO

Tutti i mammiferi hanno diversi comportamenti alla nascita che hanno come scopo finale l’allattamento. Bisogna infatti ricordarsi che è il neonato a decidere quando iniziare l’allattamento e non la mamma. L’ambiente nel quale avviene il parto può favorire o ostacolare i comportamenti istintivi del neonato alla ricerca del seno e di conseguenza velocizzare o ritardare un corretto avvio dell’allattamento.

Il cucciolo di umano ha 9 stadi istintivi di ricerca del seno 2,3 dopo la nascita, che possono essere più o meno rallentati anche dal tipo di nascita:

  1. pianto della nascita: inizia con il primo respiro e permette una corretta espansione polmonare, solitamente termina con il posizionamento del neonato sopra il petto materno
  2. rilassamento: dura qualche minuto ed è un momento in cui il neonato è calmo e tranquillo
  3. veglia: apre gli occhi e comincia a fare qualche movimento con la testa e piccoli movimenti della bocca
  4. attività: gli occhi sono ben aperti, aumentano i movimenti della bocca e inizia qualche movimento di suzione e di ricerca del seno (riflesso di rooting)
  5. riposo: si riposa e può avvenire in qualsiasi momento tra i vari stadi
  6. scalata verso il seno (crawling): comincia a spingersi con le gambe verso il petto materno e si dirige verso uno dei due seni
  7. familiarizzazione: per un tempo che può andare anche fino a 20 minuti il neonato lecca, tocca e massaggia il capezzolo della mamma fino a riuscire ad afferrarlo da solo, se non disturbato
  8. suzione: allargando la bocca, mettendo la lingua a coppa e lasciando spazio al capezzolo sul fondo della bocca, riesce ad attaccarsi e quindi può iniziare a succhiare
  9. addormentamento: dopo 1,5/2 h di suzione il neonato si addormenta

Il nostro compito dovrebbe essere quello di accompagnare i genitori durante questo processo lento e istintivo facendoci portavoce del comportamento del neonato alla ricerca del seno. La separazione o l’interruzione del processo, potrebbe ritardare o rendere molto più difficile un corretto attacco al seno. Nel caso in cui una separazione sia necessaria, appena possibile bisognerebbe riproporre alla mamma un contatto pelle a pelle per permettere al neonato di ricominciare il suo processo fisiologico. Il contatto pelle a pelle, può aiutare molto anche in casi di difficoltà di attacco.

Il contatto pelle a pelle in caso di TC, oltre a garantire tutti i benefici sopra elencati, permette alla mamma di fare fin da subito conoscenza con il suo bambino, riportando un po’ di fisiologia ad una nascita altamente medicalizzata. L’esperienza di molte mamme ci insegna che un contatto pelle a pelle precoce permette di vivere meglio un TC non desiderato o urgente anche grazie alla liberazione di ormoni come l’ossitocina che altrimenti mancherebbero. E’ stato inoltre dimostrato che il contatto pelle a pelle con il proprio bambino diminuisce la percezione del dolore subito dopo il TC. 3

Indicazioni e attenzioni particolari durante il pelle a pelle in sala operatoria:

  • mamma e neonato devono essere stabili
  • il neonato deve essere a contatto diretto con la pelle della mamma e coperto da una coperta
  • possibilità di slegare il braccio della mamma ricordandole di stenderlo durante la misurazione della pressione sanguigna
  • possibilità di mettere un pannolino perché la mamma sia protetta in caso di meconio (evitare di pulire l’addome appena operato)

In conclusione a queste evidenze potremmo dire che le prime ore di un neonato dovrebbero essere considerate un momento sacro in quanto rappresentano il suo benvenuto al mondo. In base a quello che gli viene offerto, le sue percezioni possono essere di un mondo facile o difficile, sicuro o insicuro, caldo o freddo, spaventoso o rassicurante, simile o completamente diverso da quello a lui conosciuto. A nessuno verrebbe in mente di separare due sposi nel momento della celebrazione del loro matrimonio, così come è impensabile separare qualsiasi mammifero dai sui cuccioli; il nostro compito dovrebbe essere quindi quello di garantire e proteggere questo legame (bonding), affinché i processi istintivi e fisiologici che mamme e neonato già possiedono, si possano compiere.

Nel caso in cui una mamma per cultura o per motivazioni personali non voglia un contatto pelle a pelle, dovremmo cercare di favorire comunque il bonding (legame) tramite una vicinanza fisica con il bambino (avvolto in una coperta o vestito), e garantendo alla triade mamma-papà-bambino un ambiente tranquillo e protetto.

BIBLIOGRAFIA

1 Baby Friendly Initiative – Revised Updated and Expanded for Integrated Care, update 2009
2 Breastfeeding, a guide for the medical profession, 7 edition
3 Uninterrupted Skin-to-Skin Contact Immediatly After Birth, Raylene Philips MD, IBCLC, FAAP; NAINR. 2013; 13(2): 67-72 Medscape
4 Early skin-to-skin contact for mother and their healthy newborn infant. Cochrane Database Syst Rev. 2012 May 16;5: CD003519

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