“Se vogliamo raggiungere una vera pace in questo mondo, dovremo incominciare dai bambini.”
Mahatma Gandhi

La violenza ostetrica nel rapporto dell’Haut Conseil à l’Égalité francese

Una prima europea!
La violenza ostetrica nel rapporto dell’Haut Conseil à l’Égalité francese

LA PAROLA LIBERATA

La violenza ostetrica è un fatto diffuso globalmente che ha ricadute negative sulla salute e sull’autostima delle donne (leggi articolo correlato1). Questo fenomeno è stato studiato per la prima volta in Sudamerica all’inizio del Duemila, nell’ambito del dibattito sull’umanizzazione della nascita (parto humanizado). In seguito la riflessione si è estesa al mondo anglosassone, con la creazione di diverse organizzazioni negli Stati Uniti, in Canada e in Inghilterra che difendono i diritti umani nell’ambito della nascita. Nell’Europa continentale la violenza ostetrica ha conosciuto una notevole mobilitazione delle donne sui social network.
La presa di coscienza e la liberazione della parola femminile hanno avuto un ruolo importante nel portare alla luce questo fenomeno, che è favorito dalla vulnerabilità delle donne incinte, dalle credenze sul parto, dalle immagini sociali del femminile, da alcuni bias e pregiudizi nella formazione dei ginecologi. Alcune donne infatti hanno iniziato a mettere in discussione le pratiche e gli atteggiamenti medici che in passato erano accettati come normali o inevitabili, stimolando una riflessione sul parto che ha infranto molti tabù e colmato una lacuna del pensiero femminista. Al contempo diversi movimenti e campagne hanno messo in evidenza alcune criticità dell’attuale assistenza alla nascita, come la medicalizzazione dei parti fisiologici, il riduzionismo tecnico, il paternalismo. A poco a poco le donne hanno riscoperto il bisogno di partorire in modo spontaneo, in un ambiente familiare e intimo, non solo sicuro ma anche protetto, nel rispetto della propria autonomia e dei propri ritmi fisiologici e interiori. Questo approccio è sostenuto da numerosi studi e ricerche sulla salute femminile.

LA VIOLENZA OSTETRICA SUL PIATTO POLITICO

Il fenomeno della violenza ostetrica è stato affrontato con diversi approcci. In Sudamerica alcuni paesi si sono dotati di strumenti giuridici per combattere gli abusi e in alcuni casi è stato introdotto il reato di violenza ostetrica. In Europa la lotta a questo fenomeno si è mantenuta fondamentalmente sul piano dell’attivismo associativo, senza coinvolgere le istituzioni. Da questo punto di vista, il ruolo di pioniere è stato assunto dalla Francia, dove per la prima volta la violenza ostetrica ha avuto un riscontro politico. Infatti il 29 giugno 2018 l’Haut Conseil à l’Égalité entre les femmes et les hommes (HCE) ha consegnato alla Segretaria di Stato Marlène Schiappa un rapporto intitolato Les actes sexistes durant le suivi gynécologique et obstétrical: des remarques aux violences, la nécessité de reconnaître, prévenir et condamner le sexisme2. In Francia l’interesse per la violenza ostetrica è legato a una serie di eventi e pubblicazioni, tra cui l’inchiesta sul parto condotta dal Collettivo CIANE3, il blog e il libro di Marie Hélène Lahaye4, un’ avvocatessa attivista nell’ambito della nascita, infine lo scandalo degli esami vaginali eseguiti su pazienti addormentate, suscitato nel 2015 dalla pubblicazione dei piani di insegnamento della Facoltà di medicina dell’Università di Lione-sud. Questa pratica di “apprendimento del non rispetto del consenso” fu condannata con fermezza dall’allora  ministro degli Affari sociali Marisol Tourraine, la quale sollecitò l’introduzione della simulazione su manichini.

GLI ATTI SESSISTI

Gli “atti sessisti” sono definiti come dei gesti, atteggiamenti, pratiche, comportamenti generalmente messi in atto in buona fede, ma dettati dalla storica volontà di controllare il corpo femminile. Queste violenze, diverse per forme e gravità, sono state suddivise in cinque tipi: sottovalutazione dell’imbarazzo della paziente e della natura intima della consultazione; giudizi sulla sessualità, l’abbigliamento, il peso, il desiderio materno, che rimandano a delle imposizioni sessiste; ingiurie sessiste; atti compiuti senza richiedere il consenso oppure senza rispettare la scelta o la parola della paziente; interventi eseguiti o rifiutati senza una giustificazione medica; molestie e violenze sessuali.
Il rapporto contiene numerose testimonianze di donne raccolte sui social network. Tra gli interventi più citati nelle segnalazioni figura l’episiotomia, cioè l’incisione praticata sul perineo durante la fase espulsiva per allargare la fessura vaginale. In alcuni casi l’intervento è praticato senza consenso, in altri non è accompagnato da spiegazioni. Il tasso di episiotomie varia a seconda della struttura, spaziando dallo 0,3% del Centro ospedaliero di Besançon, una maternità di tipo 3 che accoglie parti ad alto rischio, al 45% registrato nella Clinique des Émailleurs de Limoges, una maternità che ospita i parti normali o a basso rischio.
Le segnalazioni di comportamenti inappropriati riguardano non solo l’assistenza ostetrica, ma anche le visite ginecologiche. Per questo il rapporto parla di “violenza ginecologico-ostetrica”. Per esempio, nel documento si osserva come i controlli avvengano spesso in condizioni ritenute “normali”, ma che non rispettano l’intimità: diversi atti invasivi e connotati sessualmente sono eseguiti su pazienti nude, non protette da teli, con le gambe divaricate e i genitali “offerti” al medico. Alcune donne subiscono l’imposizione di un metodo contraccettivo, altre ricevono giudizi sul corpo o sulla persona e lezioni morali sulle proprie preferenze o scelte. Secondo l’HCE tali atti e atteggiamenti sono dovuti all’eccezionale frequenza delle consultazioni ginecologiche, alla sottovalutazione della natura intima delle visite, al sessismo diffuso nell’ambiente medico e alla storia della ginecologia medica, che è nata e si è sviluppata sotto l’impulso di controllare il corpo femminile.

LE 26 RACCOMANDAZIONI IN BREVE

Nel rapporto sono formulate 26 raccomandazioni articolate intorno a tre assi: riconoscere, prevenire e agevolare la denuncia degli atti sessisti. L’assistenza ginecologico-ostetrica è un settore poco valutato e conosciuto. Le indagini esistenti si limitano a misurare la frequenza degli atti medici, ma non raccolgono dati sul contesto e le modalità degli interventi né sul vissuto delle donne. Ne deriva la necessità di realizzare la prima inchiesta pubblica sull’assistenza ginecologico-ostetrica, valutando la soddisfazione delle donne rispetto all’accompagnamento ricevuto e rendendo pubblici alcuni indicatori (induzioni, tagli cesarei, episiotomie) nelle singole maternità. Queste misure dovrebbero essere accompagnate da modifiche nella formazione medica iniziale e continua, che al momento attuale appare sbilanciata sui gesti tecnici a scapito della relazione di cura, e da azioni che garantiscano alle donne l’accesso a informazioni aggiornate, potenziando la loro capacità di compiere scelte consapevoli. Il rapporto consiglia inoltre di agevolare e sorvegliare la messa in atto delle raccomandazioni dell’OMS sul parto, sollecitando una “presa di coscienza dei poteri pubblici” rispetto a una serie di violenze che non sono dei “fatti isolati” e che devono essere sanzionate. «Il consenso [delle donne] – spiega Danielle Bousquet, presidentessa dell’HCE – deve essere richiesto. Un esame vaginale senza consenso è una violenza. Poche persone lo sanno, ma è la realtà giuridica5». 

Isabella Pelizzari Villa
3 settembre 2018

 

  1. La “violenza ostetrica”: leggenda o tabù, consultabile su https://www.nascerebene.ch/il-parto/dove-e-come-si-partorisce/violenza-ostetrica/
  2. http://www.haut-conseil-egalite.gouv.fr/IMG/pdf/hce_les_actes_sexistes_durant_le_suivi_gynecologique_et_obstetrical_20180629.pdf
  3. CIANE, Violences obstétricales: comprendre, prévenir, réparer. Dossier de presse, 17 octobre 2017, scaricabile da https://ciane.net/wordpress/wp-content/uploads/2017/10/Dossier-Ciane-Violences-Obstetricales-oct-2017.pdf
  4. http://marieaccouchela.blog.lemonde.fr/  
  5. Les recommandations du rapport explosif sur les violences obstétricales, consultato su https://www.nouvelobs.com/societe/20180629.OBS8925/les-recommandations-du-rapport-explosif-sur-les-violences-obstetricales.html