Levatrice aggiunta – Prime reazione alla notizia data da La Regione l’8.2.2025

Ci rallegriamo che l’EOC voglia finalmente offrire alle donne ticinesi con gravidanze a basso rischio la possibilità di partorire all’ospedale con una levatrice aggiunta, una richiesta anche nostra che è sul tavolo da almeno 10 anni, ribadita nel 2022 con un Appello sostenuto dalle associazioni Femminili tramite FAFT+, dalla Commissione cantonale delle pari opportunità e dall’ACSI.

Ci rammarica però che le dirette interessate, le levatrici stesse tramite la loro federazione FSL (e nemmeno le associazioni che si occupano di maternità e parto in Ticino come ANBT e Mamma Nascita Libertà) non siano state associate al progetto da loro lanciato nel 2016 e che le concerne direttamente, come risulta dalla loro prima amara reazione a caldo che invitiamo a leggere qui (link al loro testo integrale su IG) e che comprendiamo.

Numerose evidenze scientifiche prodotte internazionalmente (ad es. da Cochrane Library e The Lancet) dimostrano che l’accompagnamento continuo di una levatrice di fiducia durante tutta la maternità, prima, durante e dopo il parto, con la collaborazione di medici e altri specialisti in caso di necessità, garantisce esiti di sicurezza e di salute psicofisica almeno equivalenti ai parti solo medicalizzati e anche indici di soddisfazione nettamente superiori. Il sistema della levatrice aggiunta evita alle future mamme la frammentazione delle figure professionali da consultare, il cambio turni durante i parti, e favorisce la fiducia della donna nelle proprie capacità.

Non ci risulta che l’applicazione di questi principi comporti difficoltà e complicazioni particolari visto che funziona già da diversi anni in 34 ospedali svizzeri a cui ci si può ispirare. Sappiamo che la domanda si palesa solo quando esiste un’offerta concreta. Siccome il concetto di “levatrice aggiunta” è molto preciso, documentato e largamente applicato non ci sembra che richieda ancora vari studi. Ma richiede sicuramente la collaborazione dell’ospedale con le levatrici indipendenti per garantire la piena disponibilità della stessa levatrice di fiducia durante tutto il percorso della maternità. Per questo la FSL ha elaborato e mette a disposizione modelli di contratto e metodi di applicazione molto utili.

Quanto alla preoccupazione per i costi e l’organizzazione, ci preme precisare che per i parti a basso rischio la legge svizzera prevede la scelta fra l’accompagnamento da parte di un medico oppure quello di una levatrice (la specialista della fisiologia), sia per il parto extraospedaliero, sia per quello ospedaliero. Anche la fattura della levatrice è sempre coperta al 100% dalla cassa malattia di base, senza nessun supplemento a carico delle famiglie.

Per l’ospedale l’organizzazione non dovrebbe essere più complicata di quella applicata ai numerosi medici aggiunti che in ospedale sono autorizzati ad assistere ai parti delle loro clienti appoggiandosi sulle competenze delle levatrici interne.[1]

Visto che il parto non è una malattia, e visto che in caso di alto rischio o di complicazioni abbiamo un sistema medico molto efficiente, il ricorso alle “levatrici aggiunte” per le gravidanze a basso rischio è raccomandato anche dall’OBSAN (Osservatorio Svizzero della Salute) sin dal 2007/2013! Il motivo è che oltre a soddisfare un bisogno fondamentale di molte future mamme, ha anche il vantaggio di arginare la tendenza alla sovramedicalizzazione crescente in ostetricia. Di conseguenza si ridurrebbero i costi a carico del sistema sanitario vista la grande differenza delle tariffe (e delle relative fatture) fra l’assistenza ostetrica di un medico e quella di una levatrice. C’è già un ospedale svizzero che (anche) per ridurre i costi ha rinunciato al servizio interno 24/24 per la sua piccola maternità e collabora unicamente con un team di levatrici indipendenti aggiunte accreditate.

In conclusione, auspichiamo dunque che si applichino al più presto anche nelle maternità ticinesi i principi e i modelli di “levatrice aggiunta” già ben rodati in Svizzera e si ristabilisca quindi la piena collaborazione con la Federazione Svizzera delle Levatrici, sezione Ticino.

Link all’articolo de La Regione del 8.2.24


[1] Notiamo a margine che, paradossalmente, alle levatrici interne agli ospedali non è riconosciuta l’autonomia di cui godono invece quelle indipendenti per i parti extraospedalieri… È come se le loro competenze avessero meno valore.  Anche questo rimane un nodo da sciogliere.

 

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